Allarme degli esperti: «Attacchi cyber…

Allarme degli esperti: «Attacchi cyber, l’Italia non è pronta ma nessun Paese lo è»

Al convegno dei Giovani Imprenditori Luciano Carta (Leonardo) e Roberto Baldoni (Agenzia cybersicurezza) mostrano l’ultima radiografia dei rischi

di Marco Ludovico
23 ottobre 2021

La velocità di digitalizzazione dell’Italia «è stata tripla rispetto alla sua evoluzione». Così «non siamo pronti, ma nessun Paese è pronto» a difendersi con tutti gli strumenti efficaci contro gli attacchi cyber. L’azione di contrasto aumenta ogni giorno. Sempre più ampia e intensa, in continuo aggiornamento. Ma con efficacia variabile: a volte appare «una fatica di Sisifo». Roberto Baldoni, direttore dell’Acn-agenzia cybersicurezza nazionale, e Luciano Carta, presidente di Leonardo, al 36° convegno Giovani Imprenditori di Confindustria raccontano senza giri di parole uno scenario di rischi e criticità dilaganti. Vietato sottovalutare, obbligatorio il massimo di attenzione.

«Nessuno è al riparo»

Spiega il direttore dell’Acn: «La trasformazione digitale che si è creata è debole ed è incline ad attacchi». Sono «un problema serio: vanno presi per la minaccia di questo secolo». Può sembrare allarmismo. In realtà il messaggio di Carta e Baldoni è un invito pressante alla consapevolezza collettiva e individuale. Il segnale politico finora più importante l’ha dato il governo presieduto da Mario Draghi «con la costituzione dell’Agenzia cybersicurezza – ricorda Baldoni – ma altri paesi in Europa e Israele hanno cominciato decine di anni fa». Una missione, quella dell’Acn, con una lunga lista di obiettivi. Come, sottolinea Baldoni, quello «fondamentale di stringere un rapporto solido e strategico con i soggetti privati».

Digitale: fattore di sviluppo

«Il digitale lo possiamo definire come uno strumento di conquista. Ha impresso velocità al sistema della produzione in generale e nuovi modelli di business: pensiamo alle smart cities, alla guida autonoma, alla telemedicina. Tutta la nostra vita è scandita da questo» ricorda il presidente di Leonardo. «Lo spazio cibernetico è una possibilità di sviluppo economico, rappresenta quella che chiamiano la quinta dimensione, ma lo è anche della conflittualità». Il digitale è un processo inarrestabile e sconfinato, linfa nuova e ormai imprescindibile per la crescita dell’economia. Ma Carta e Baldoni più volte non nascondono le preoccupazioni.

Digitale: fattore di rischio

L’incubo, quello dell’attacco cyber su larga scala, è ormai sempre in agguato. Un continuo. Il caso della Siae è solo l’ultimo, forse ancora più inquietante. Fa notare Carta: «La Siae si era dotata di un perimetro che avrebbe dovuto metterla al riparo da attacchi. Ma non è stato sufficiente. Il caso è solo l’ultimo di una lunga serie». Gli sforzi sul contrasto sono a getto continuo, ma il presidente di Leonardo ammette: «La ricerca di un sistema di protezione cyber inattaccabile è una fatica di Sisifo. Non dobbiamo illuderci che l’innovazione tecnologica ci metta al riparo». Come molti sanno, nel mito greco Sisifo fu condannato da Zeus a spingere un enorme masso lungo il pendio di una collina: al termine dello sforzo il blocco di pietra tornava a valle e Sisifo doveva ricominciare all’infinito. Nell’omonimo saggio di Albert Camus, Sisifo si rivela così consapevole dei propri limiti.

Digitale: fattore umano

Le strategie di attacco e difesa contro la minaccia cyber sono tutte in fase di aggiornamento. Certo, si possono sviluppare e fare investimenti sulle tecnologie di protezione più raffinate. I costi però non sono alla portata di tutti mentre i buchi dove entrano gli hacker per i grandi attacchi stanno spesso tra i soggetti più piccoli e deboli. Resta così l’altra grande scommessa quotidiana: «Il fattore umano. Svilupperemo tra l’altro tutte le professionalità capaci di intervenire per la mitigazione degli attacchi» osserva Baldoni. «Lo smartworking ha ampliato a dismisura la piattaforma attaccabile – ricorda Carta – l’Italia, secondo recenti studi, è il secondo Paese, dietro la Spagna, per numero di attacchi informatici». Debolezze, incompetenza, spinte illecite di ogni genere e banali errori materiali: accade di tutto. Conclude Carta: ci vuole «un nuovo punto di equilibrio tra sovranita’ politica, economia e le esigenze di protezione degli individui».

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ARTICOLO SOLE24