Cybersecurity, Pmi sotto scacco: in crescita phishing e attacchi agli smart workers

IL REPORT
Cybersecurity, Pmi sotto scacco: in crescita phishing e attacchi agli smart workers
Secondo i dati di Acronis, nei primi sei mesi del 2021, quattro imprese su cinque sono state oggetto di minacce che hanno sfruttato una vulnerabilità nel proprio ecosistema di fornitori terzi. Sale a 3,56 milioni di dollari il costo medio di una violazione dei dati
23 Ago 2021
F. Me.

Sono le Pmi il bersaglio preferito dagli hacker. A lanciare l’allarme Acronis nell’aggiornamento del Report sulle minacce digitali 2021, che offre dettagli sui trend delle minacce digitali che gli esperti dell’azienda stanno monitorando. Secondo lo studio sono proprio le piccole e medie imprese ad essere particolarmente a rischio di attacchi, stando ai trend osservati durante i primi sei mesi dell’anno.
Durante la prima metà del 2021 quattro organizzazioni su cinque hanno subito una minaccia di Cyber Security che ha sfruttato una vulnerabilità nel proprio ecosistema di fornitori terzi. Questo in un momento in cui il costo medio di una violazione dei dati è salito a circa 3,56 milioni di dollari, mentre il pagamento medio di un riscatto del ransomware ha subito un’impennata del 33%, superando i 100.000 dollari.
Queste cifre rappresenterebbero un brutto colpo finanziario per qualsiasi organizzazione, ma segnerebbero la fine della maggior parte delle Pmi, che Acronis ritiene essere al centro del mirino degli hacker nella seconda metà del 2021.
“Sebbene l’aumento degli attacchi interessi le organizzazioni di tutte le dimensioni, un aspetto a cui non viene dedicata sufficiente attenzione da chi si occupa degli attuali trend delle minacce digitali è l’impatto che esse stanno avendo sulla community delle piccole imprese – spiega Candid Wüest, Vicepresidente di Cyber Protection Research di Acronis – A differenza delle grandi aziende, le piccole e medie imprese non hanno i fondi, le risorse o le competenze del personale necessarie per contrastare le minacce odierne. Esse si rivolgono pertanto ai Service Provider IT, ma se i sistemi di questi ultimi vengono compromessi, le PMI sono in balia degli hacker.”
Sferrando attacchi alla supply chain dei Service Provider gestiti (Msp), gli hacker ottengono l’accesso sia all’attività degli Msp che a quella di tutti i loro clienti. Come si è visto con la violazione subita da SolarWinds lo scorso anno e con l’attacco ai danni di Kaseya VSA all’inizio del 2021, un attacco messo a segno può comportare la violazione di centinaia o migliaia di Pmi negli anelli inferiori della supply chain.

A dilagare anche gli attacchi di phishing. In seguito all’uso di tecniche di social engineering per spingere con l’inganno gli utenti a cliccare su allegati o link dannosi, le e-mail di phishing sono aumentate del 62% tra il primo e il secondo trimestre dell’anno. Questo picco è particolarmente preoccupante poiché il 94% del malware viene introdotto tramite le e-mail. Nello stesso periodo, Acronis ha bloccato per i suoi clienti oltre 393.000 URL dannosi e di phishing, impedendo agli hacker di accedere a dati preziosi e di introdurre il malware nei sistemi dei clienti.
E contunuano ad aumentare i casi di esfiltrazione dei dati. Nel 2020, più di 1.300 vittime di ransomware hanno visto i loro dati divulgati pubblicamente dopo l’attacco subito, poiché gli hacker cercano di ottimizzare il tornaconto economico che possono ottenere da attacchi messi a segno. Durante la prima metà del 2021, sono state già rilevate oltre 1.100 fughe di dati, il che potrebbe significare un incremento del 70% entro la fine dell’anno.
In pericolo anche gli smart workers. La necessità di ricorrere ai lavoratori remoti prosegue sulla scia della pandemia di Covid-19. Due terzi dei lavoratori remoti ora utilizzano i dispositivi aziendali per attività personali e i dispositivi personali per attività lavorative. Di conseguenza, gli hacker stanno studiando attivamente i lavoratori remoti. Acronis ha osservato un incremento di oltre il doppio degli attacchi informatici a livello globale, con un aumento del 300% degli attacchi brute-force ai danni dei sistemi remoti sferrati tramite Rdp.

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