Space economy, la sicurezza per la prima volta nell’agenda Ue. Borrel: “Tema non rinviabile”

Space economy, la sicurezza per la prima volta nell’agenda Ue. Borrel: “Tema non rinviabile”
L’Alto rappresentante per la politica estera: “Lo Spazio sarà il nuovo campo di battaglia con la guerra dei satelliti”. Occhi puntati sull’Ucraina dopo il maxi attacco informatico ai siti governativi
14 Gen 2022
Nicola Desiderio

La sicurezza nello spazio è per la prima volta nell’agenda dell’Europa e l’obiettivo è formulare una politica di difesa e sicurezza comune da finalizzare entro il 2023. Lo ha annunciato Josep Borrel, l’Alto rappresentante per la politica estera dell’Unione Europea rispondendo ad una domanda ricevuta a Brest, in Francia, in occasione di una conferenza stampa tenutasi a margine del vertice informale tra i Ministri della Difesa degli stati membri dell’Ue.
“Lo Spazio sarà il nuovo campo di battaglia con la guerra dei satelliti, così come lo spazio cybernetico” ha detto Borrell sottolineando che la sollecitazione è arrivata dalla Francia, presidente di turno dell’Unione Europea. “Ci confronteremo quindi su come garantire la sicurezza nello Spazio e dei satelliti contro le minacce” ha affermato il capo della diplomazia UE, alle prese con diverse situazioni che la riguardano da vicino, come la crisi nel Mali e la situazione in Ucraina e Bielorussia per le quali Brest è stata anche teatro di negoziati. E proprio partendo da Mosca, Borrell ha spiegato perché il tema della sicurezza nello spazio non è più rinviabile.
“Lo scorso novembre la Russia ha distrutto un suo satellite detonando un missile e mentre parliamo ci sono 30mila satelliti in orbita intorno alla Terra, se ne esplode uno restano detriti in circolazione che rappresentano un pericolo per gli altri satelliti. Questa azione è stata davvero irresponsabile, noi l’abbiamo criticata e dimostra la vulnerabilità dello spazio. Per questo – ha aggiunto Borrell – abbiamo avviato una strategia europea sulla sicurezza e la difesa spaziale, che verrà ultimata l’anno prossimo”. Lo Spazio entra dunque ufficialmente nella politica estera europea e rappresenta la prossima priorità dopo la definizione della Bussola Strategica, il documento destinato a delineare la politica di Difesa e Sicurezza dell’Unione Europea.
Il via libera politico definitivo alla Bussola Strategica dovrebbe arrivare in occasione del Consiglio Europeo di marzo seguito dall’implementazione di tutte le misure necessarie per rendere esecutive le nuove politiche. “Il negoziato sulla Bussola strategica sta procedendo bene – ha continuato Borrell – e si sta creando consenso sulla proposta. Ci sono delle modifiche, ma nessuna di queste mette in discussione l’idea di una capacità (militare, ndr) di rapido intervento che rimane parte della proposta e sono fiducioso che farà parte del documento finale. Gli eventi che stanno accadendo sono un grande incentivo per sviluppare questa capacità”. Una volta finalizzata la Bussola Strategica, la Commissione lancerà una strategia europea per la sicurezza spaziale le cui basi diplomatiche tra gli stati membri dell’Ue sono state poste proprio a Brest in vista di una loro finalizzazione entro il 2023.
Indice degli argomenti
• Il caso Ucraina
• L’attacco ai siti governativi in Ucraina
Il caso Ucraina
Al termine del vertice Borrel ha affrontano la questione del cyber attacco subito dal Governo dell’Ucraina. Secondo Borrel “questa azione mira a destabilizzare l’Ucraina e ad aumentare l’escalation in una situazione già tesa. Siamo in contatto con Kiev, che ha reagito velocemente all’attacco e ha parzialmente ristabilito il funzionamento del sito del Governo. Noi siamo pronti a dare assistenza diretta, se sarà richiesta. Ho convocato immediatamente una riunione di emergenza dei nostri ambasciatori nel formato del Comitato politico e di sicurezza (Cps) per analizzare la situazione e considerare misure di sostegno”.

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Intanto il ministro il ministro ucraino per la Trasformazione digitale, Mykhailo Fedorov ha annunciato che “gran parte” dei siti governativi ucraini colpiti oggi da un attacco hacker sono stati ripristinati. Il vice presidente del Servizio di Stato per le comunicazioni speciali, Victor Zhora, ha riferito che non è stata colpita nessuna infrastruttura critica e che sono stati circa 70 i siti colpiti, di organismi governativi nazionali e regionali.
Anche la Nato ha annunciato che rafforzerà la cooperazione con l’Ucraina contro i cyberattacchi dopo la vasta operazione hacker che ha mandato in tilt i siti ufficiali di Kiev. Il segretario generale, Jens Stoltenberg, ha sottolineato che “esperti dell’Alleanza nel Paese stanno sostenendo le autorita’ ucraine sul terreno”. “Nei prossimi giorni – ha aggiunto – la Nato e l’Ucraina firmeranno un’intesa sulla cooperazione informatica rafforzata, compreso l’accesso ucraino alla piattaforma di condivisione delle informazioni sui malware dell’Alleanza atlantica”.
L’attacco ai siti governativi in Ucraina
L’Ucraina ha subito questa mattina un grave attacco informatico che ha reso temporaneamente inaccessibili i siti di diversi ministeri, compresi quelli degli Affari esteri e dell’unità di crisi. Il governo ha tuttavia assicurato di non aver subito danni significativi permanenti. L’Unione europea ha subito condannato questo atto di sabotaggio che giunge in un momento di rinnovata tensione alle frontiere con la Russia. Il capo della diplomazia europea, Josep Borrell, ha annunciato che sono stati immediatamente mobilitati tutti i mezzi necessari per aiutare Kiev.
Nel recente passato l’Ucraina e i suoi alleati occidentali hanno ripetutamente accusato squadre di hacker russi di aver effettuato attacchi coordinati contro i loro siti strategici e infrastrutture, un’accusa respinta da Mosca. Prima che il sito della diplomazia ucraina fosse reso inaccessibile, gli autori dell’attacco avevano pubblicato sul sito del ministero un messaggio in ucraino, russo e polacco che invitava i cittadini ucraini a prepararsi al peggio affermando che tutti i dati personali erano stati caricati sul web. Le autorità tuttavia, hanno negato qualsiasi furto di dati e i servizi di intelligence ucraini hanno dichiarato che il contenuto dei siti non è stato modificato e non si è verificata alcuna fuga di dati personali.

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